3. La quaresima predicata ai poveri, suoi “rispettabili fratelli” nella chiesa della Maddalena, in lingua provenzale – da LA SANTIFICAZIONE DEL CLERO E L’EVANGELIZZAZIONE DEI POVERI – di JEAN LEFLON

Dopo qualche mese di raccoglimento e di lavoro Eugenio comincia la sua predicazione ad Aix. Possiamo immaginare con quale curiosità le persone del suo mondo attendessero la sua predicazione. Tutti pensavano che il figlio del Presidente della Corte degli Aiuti di Provenza facesse il suo debutto in una delle sedi più prestigiose della città, elevandosi ad un genere di eloquenza adeguato al suo uditorio. Alla notizia che il giovane sacerdote avrebbe predicato, durante la quaresima, ogni mattina alle sei del mattino, nella chiesa della Maddalena, con istruzioni familiari e in provenzale, per gli artigiani, i domestici e i poveri, l’alta società non nascose la sua sorpresa e la sua disapprovazione o, meglio, la sua indignazione. Catechizzare le classi inferiori e catechizzarle in “patois” era una situazione riprovevole per un prete gentiluomo! Ma per Eugenio i valori erano ben diversi. Al suo ritorno in Francia egli, semplice laico, era stato colpito dall’abbandono dei poveri del popolo. La maggior parte di essi non frequentava più la chiesa e coloro che frequentavano gli uffici non avevano giovamento dei sermoni classici poco adatti al loro livello culturale, alla loro mentalità e al loro genere di vita. Nasceva così una profonda ignoranza religiosa, che favoriva la de-cristianizzazione. Una tale situazione esige un rimedio. Si imponeva l’Evangelizzare pauperibus senza alcuna preoccupazione di eloquenza né di successo mondano Eugenio si rivolgeva a questi diseredati con un linguaggio diretto per sottolineare loro il messaggio di Gesù Cristo.

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