FONDAZIONE MIGRANTES – COMUNICATO STAMPA

La Fondazione Migrantes esprime dolore e sdegno per l’ennesima strage – circa 130 persone, fra cui donne e bambini – avvenuta nel Mediterraneo, nel canale di Sicilia.
Che questa ennesima tragedia provochi in noi un sussulto di umanità e d’impegno a creare canali legali e sicuri di ingresso, come già auspicato dal Global Compact del dicembre 2019 voluto dalle Nazioni Unite.

Fondazione CSER

Comunicato Stampa

Un portale nuovo per conoscere, raccontare e accompagnare le migrazioni

La Fondazione CSER è felice di comunicare che da lunedì 26 aprile 2021 è online il nuovo sito web, un “luogo” per incontrare il fenomeno della mobilità umana con nuove e stimolanti occasioni di approfondimento.

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COVID-19 UNA QUESTIONE ECONOMICA – DALLA GLOBALIZZAZIONE ALLA LOCALIZZAZIONE

Sintesi dell’articolo del gesuita coreano Cho Hyun Chul con alcune riflessioni

di padre Alberto Gnemmi, omi

  • Premessa

L’articolo è incentrato sul post Covid-19.

Sviluppo del tema: la pandemia in atto ha a che fare con la distruzione dell’ecosistema. Di tale distruzione la responsabilità maggiore va imputata all’economia globalizzata che altro non è che uno dei prodotti più nefasti della globalizzazione. Per salvare l’ecosistema, ossia la creazione, dunque la natura e la stessa vita dell’umanità, bisogna fare retromarcia sulla globalizzazione e spostare l’asse sulla localizzazione, mettendo al centro l’economia locale.

La Chiesa deve essere profetica nel denunciare il dramma dell’economia globalizzata e ha la responsabilità di schierarsi a favore dell’autolimitazione nell’utilizzo di risorse del pianeta da parte dell’uomo (decrescita felice?).

Carta di Siena (21/11/2013) – p. Stefano Messina omi

«Siena, tutto sommato, resta una realtà benestante, anche qui gli effetti della pandemia hanno colpito, ma le sue risorse e la sua capacità di reagire possono farne un punto di riferimento per realtà più difficili, nonché un modello per l’accoglienza dei migranti » . E’ con questo auspicio che il cardinale augusto Paolo Lojudice, vescovo di Siena- Colle Val d’Elsa-Montalcino, ha presentato, a fine gennaio 2021, il dossier Caritas sulla povertà nell’anno del Covid.

Questo invito rende nuovamente attuale la “Carta di Siena” (21/11/2013) che affronta l’approccio all’immigrazione tanto a partire dai primi contatti culturali, proponendo la necessità di pianificare una promozione umana e civile delle stesse unicità identitarie linguistiche, quanto ponendo senza mezzi termini l’accento sulla necessità di abolire il “reato di clandestinità” e di affrontare la questione della cittadinanza e dei diritti politici.

Immigrazione: da Siena una «Carta» per uscire dall’emergenza – YouTube

Chiesa e Istituzioni civili per una Città dell’integrazione: la Carta di Siena – Fondazione Migrantes

DIALOGO ISLAMO-CRISTIANO – p. Giancarlo Todesco omi

Parlare di giustizia e pace e promozione dei diritti fra tutti i popoli non può non includere la testimonianza e il dialogo fra le religioni, che secondo il credo di ognuna sono impegnate a raggiungere un comune fine: il rispetto del diritto alla vita, alla giustizia, alla libertà, alla fraternità, ad una società basata su sani principi e valori. Vorrei soffermarmi, in particolare, al dialogo con i musulmani avendo vissuto la maggior parte della mia vita missionaria in paesi dove la stragrande popolazione era musulmana. In Senegal i musulmani ricoprono la maggioranza della popolazione ed esattamente il 90% e come, allora, non tenerne conto del nostro impegno come testimonianza di vita? Sin dal primo giorno in cui venni a contatto con questa religione fui impressionato dal senso della presenza di Dio nella loro vita.

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50 ANNI DI VITA MISSIONARIA CON I POVERI – p. Giancarlo Todesco omi

Sono trascorsi cinquant’anni dal giorno in cui lasciai l’Italia per immergermi nell’avventura del lavoro missionario nei Paesi del Terzo Mondo. Dal giorno di questa mia scelta entrando nella Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata ho nutrito nel mio cuore il forte desiderio di dedicare tutto me stesso ai poveri come dono della mia vita a Dio, forte del carisma del mio Santo Fondatore Eugenio De Mazenod: “Mi ha mandato ad evangelizzare i poveri”.

Papa Francesco nel mondo sciita. Mons. Coda (Sophia): “Una strategia di pace che non scarta nessuno” – di M. Chiara Biagioni (04/03/2021)

Il teologo Coda, con una ricca esperienza di dialogo con l’islam sciita: “Il Papa segue una ispirazione che mostra di avere due qualità: la prima è la strategia della pace
attraverso l’apertura gratuita e disarmata verso tutti che non ha di mira un tornaconto immediato, ma la testimonianza costruttiva del messaggio di fraternità che viene dal Vangelo. La seconda qualità è che questa strategia non scarta nessuno, apre tutte le porte. È vero che anche all’interno del mondo sciita ci sono sensibilità diverse. Se però tutte sono raggiunte dal messaggio di pace e fraternità del Papa, tutte possono essere sollecitate ad aprirsi a scenari di incontro e di costruzione di un mondo plasmato dalla fraternità universale”.

Il coraggio di suor Ann – di Paolo Affatato

Myanmar (Birmania) 01 marzo 2021

Si è inginocchiata e li ha implorati di fermarsi. «Nel nome di Dio, risparmiate quelle giovani vite. Prendete la mia». Suor Ann Nu Thawng, religiosa dell’ordine di San Francesco Saverio — congregazione di diritto diocesano nella diocesi di Myitkyina, nel nord del Myanmar — finora era rimasta tra le mura del suo convento, sostenendo con il silenzio, la preghiera, l’incoraggiamento spirituale quei giovani che sfilavano appassionati per le strade, chiedendo libertà e democrazia. Li guardava con l’atteggiamento materno e l’affetto discreto che gli adulti rivolgono ai teenagers e ai giovani così pieni di ideali, di sogni, di energie rivolte al bene. Ieri però, senza indugio ha trasformato quel supporto morale in un’azione coraggiosa che si è rivelata decisiva per evitare una carneficina.

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Eugenio “rifugiato” a Palermo e il suo incontro con i poveri – di Vincenzo David

S. Eugenio de Mazenod visse a Palermo dal 6 gennaio 1799 all’11 ottobre 1802, durante il suo esilio dalla Francia. In questa città sperimenta il contrasto tra la vita vissuta nel mondo dell’alta società palermitana e la povertà dilagante nella maggior parte della popolazione che non lo lascia indifferente o distaccato. Comprende il grido e le necessità dei poveri che lo segneranno negli anni successivi, suscitando un apostolato incentrato sulla missione ai poveri ed agli ultimi della società.