“Verso un noi sempre più grande” di p.Stefano Messina omi (incaricato JPIC del settore italiano)

Questo è il tema che papa Francesco ha scelto per la prossima giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato del 26 settembre 2021.

Come Provincia Mediterranea OMI mi ritrovo in piena sintonia con l’invito di p.Jean-Hérick Jasmin, OMI, nostro Direttore Generale JPIC, per collaborare in rete. Papa Francesco ci spinge ad abbracciare una nuova identità comune, che sia quella di un “noi” inclusivo, nel rispetto delle reciproche differenze. Come famiglia oblata ci impegniamo perciò a costruire e custodire la fraternità universale, che è un’opera progressiva che fa convergere tutte le periferie del mondo verso un unico piano di reciproca appartenenza.

OMI-JPIC General Service as Implementation of Justice and Charity: How can we work together? | OMI World

Eugenio “rifugiato” a Palermo e il suo incontro con i poveri – di Vincenzo David

S. Eugenio de Mazenod visse a Palermo dal 6 gennaio 1799 all’11 ottobre 1802, durante il suo esilio dalla Francia. In questa città sperimenta il contrasto tra la vita vissuta nel mondo dell’alta società palermitana e la povertà dilagante nella maggior parte della popolazione che non lo lascia indifferente o distaccato. Comprende il grido e le necessità dei poveri che lo segneranno negli anni successivi, suscitando un apostolato incentrato sulla missione ai poveri ed agli ultimi della società.

3. La quaresima predicata ai poveri, suoi “rispettabili fratelli” nella chiesa della Maddalena, in lingua provenzale – da LA SANTIFICAZIONE DEL CLERO E L’EVANGELIZZAZIONE DEI POVERI – di JEAN LEFLON

Dopo qualche mese di raccoglimento e di lavoro Eugenio comincia la sua predicazione ad Aix. Possiamo immaginare con quale curiosità le persone del suo mondo attendessero la sua predicazione. Tutti pensavano che il figlio del Presidente della Corte degli Aiuti di Provenza facesse il suo debutto in una delle sedi più prestigiose della città, elevandosi ad un genere di eloquenza adeguato al suo uditorio. Alla notizia che il giovane sacerdote avrebbe predicato, durante la quaresima, ogni mattina alle sei del mattino, nella chiesa della Maddalena, con istruzioni familiari e in provenzale, per gli artigiani, i domestici e i poveri, l’alta società non nascose la sua sorpresa e la sua disapprovazione o, meglio, la sua indignazione. Catechizzare le classi inferiori e catechizzarle in “patois” era una situazione riprovevole per un prete gentiluomo! Ma per Eugenio i valori erano ben diversi. Al suo ritorno in Francia egli, semplice laico, era stato colpito dall’abbandono dei poveri del popolo. La maggior parte di essi non frequentava più la chiesa e coloro che frequentavano gli uffici non avevano giovamento dei sermoni classici poco adatti al loro livello culturale, alla loro mentalità e al loro genere di vita. Nasceva così una profonda ignoranza religiosa, che favoriva la de-cristianizzazione. Una tale situazione esige un rimedio. Si imponeva l’Evangelizzare pauperibus senza alcuna preoccupazione di eloquenza né di successo mondano Eugenio si rivolgeva a questi diseredati con un linguaggio diretto per sottolineare loro il messaggio di Gesù Cristo.

Dizionario dei Valori Oblati

La povertà volontaria è sempre stata considerata un elemento essenziale della vita religiosa. Senza di essa non possiamo capire cosa significhi camminare sulle orme di Cristo che si è fatto servo (vedi Fil 2,7) e per noi si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà (vedi 2 Cor 8,9). Senza di essa, le condizioni essenziali per la consacrazione al servizio del Regno non sono soddisfatte: umiltà, distacco dalle cose terrene e totale disponibilità alla comunione e alla dedizione. Essa costituisce la beatitudine fondamentale del programma religioso di Gesù: “Beati i poveri di cuore, perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,3). I poveri di cuore, quelli che hanno un cuore da povero, sono quelli che sono liberi e aperti a accogliere tutte le ricchezze del Regno. Questo è il valore evangelico primario della povertà volontaria. Tutti i religiosi la adottano come espressione del loro desiderio incondizionato di seguire Cristo e come segno della loro ricerca della carità perfetta.

Missione Povertà e Giustizia – (Missionari nell’oggi del mondo – Capitolo Generale 1986 )

Il fossato sempre più profondo che divide ricchi e i poveri nel mondo d’oggi è uno scandalo davanti al quale non possiamo stare indifferenti.

Nel terzo mondo vediamo largamente diffuse la miseria, la fame, la mortalità infantile, l’oppressione. Nei paesi sviluppati la brama di guadagno, la concorrenza, le tensioni producono nuovi poveri, numerosi e spesso senza voce: disoccupati, rifugiati politici, minoranze oppresse.

Ovunque nel mondo infierisce una grave forma di povertà: l’ignoranza del Vangelo e la perdita di ogni speranza religiosa.

DIZIONARIO DEI VALORI OBLATI

La GIUSTIZIA

Dal momento in cui la Chiesa ha iniziato a prendere in considerazione il ministero per la giustizia come essenziale ai fini dell’evangelizzazione, la giustizia è divenuta, in modo sempre più evidente, una virtù Oblata. La preoccupazione per la sorte dei poveri ha sempre caratterizzato la vita degli Oblati, così come la preoccupazione per i diritti della Chiesa; ma, più di recente, si è iniziato a riconoscere che la povertà poteva essere dovuta, tra le altre cose, a varie forme di ingiustizia. L’evangelizzazione ha quindi anche assunto l’aspetto di un aiuto dato a coloro che lottano contro l’ingiustizia. È a partire da questo momento che la giustizia sociale è parte integrante della spiritualità Oblata.

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