Accompagnare senza riserve – di Emily Scarpelli

Il volontariato carcerario come vocazione. Un’appassionata esperienza di prossimità ispirata da sant’Eugenio de Mazenod.

La mia storia nel volontariato penitenziario trova la sua origine da un personale senso di giustizia. Un senso di giustizia che nasce dal dolore. Il mio amore per la giurisprudenza è stato sempre predominante, mi sono ispirata ad una donna in particolare: Elisa Springer, deportata, sopravvissuta ad Auschwitz. Il mio “cammino penitenziario” è frutto di scelte, ma è necessario fare una breve premessa.

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LA MISSION OMI DU SAHARA ET LA MISSION MIGRANTS – Luis Ignacio Rois Alonso, Omi. Misión OMI del Sáhara

Introduction. Le contenu de cet article est écrit des extraits du Project Communautaire et Missionnaire 2021-2022 de la Mission OMI du Sahara dans la section de la Mission avec les
Pauvres ou nous parlons des personnes migrantes. Nous croyons que partager ce que nous vivons et ce que nous voulons faire (nos rêves) peut permettre aux lecteurs connaitre la mission des Oblats du Sahara avec les migrants.

Giovanni artigiano di giustizia e di pace – Genova 20 – 27/03/2022

L’animazione missionaria a Genova in occasione del 25° della morte di Giovanni Santoli – 23 marzo 1997 – vede all’opera un nutrito numero di missionari, Oblati, studenti oblati di teologia, laici, familiari… È bello seguire, giorno per giorno, le attività che si svolgono nelle scuole, nelle parrocchie… I siti internet sull’evento aggiornano minuto per minuto sull’andamento dell’evento che in città suscita molto interesse.

fabiociardi: Celebrazione Santolini – eventi conclusivi

fabiociardi: La missione è ricominciata!

fabiociardi: Giovanni Santolini: “Uno come tutti”

La C.E.F. (Conferenza dei Vescovi di Francia) edita – tramite il Servizio Nazionale per la Missione e le Migrazioni – « Verso un noi sempre più grande » a cura di Alfonso Bartolotta, omi – 14/03/2022

A Nizza, Alfonso Bartolotta, Oblato di Maria Immacolata (OMI), immagina un originale e divertente dialogo con Eugenio (il fondatore della Congregazione), François (il Papa), Louis (il superiore generale degli OMI), gli Oblati, i volontari(e) e i giovani residenti nell’Associazione « Toit pour toi » (Un tetto per te).

Alfonso Bartolotta, originario di S. Caterina Villarmosa (CL), nel cuore della Sicilia. Missionario oblato dal 1986 e sacerdote dal 1993. Nel suo curriculum missionario si contano 6 anni in Italia (Frascati e Roma), 2 in Camerun (Mokolo-Mandaka), 9 in Senegal (Djilas, Nguéniène, Temento) e 18 in Francia (Lourdes, Lione, Parigi, Nizza)

https://missionetmigrations.catholique.fr/animer/307462-vers-un-nous-toujours-plus-grand-par-alfonso-bartolotta-omi/

Mondi riemersi

Questi anni di esperienza ci hanno insegnato che, per conoscere una cultura diversa dalla propria, è necessario esporsi al rischio di intraprendere un “viaggio”: lasciare la propria terra di origine per giungere alla terra dell’altro, o almeno alla sua soglia. La condivisione con un’altra cultura inizia quando tutti prendiamo coscienza di essere come stranieri, senza che nessuno pretenda di essere l’unico “padrone di casa”.

Anche le urgenze del territorio in cui viviamo, caratterizzato da massiccia immigrazione, ci hanno spinto a proporre un’esperienza positiva di incontri multiculturali. La scoperta e l’apprezzamento dei valori degli altri popoli può portare alla maturazione di un clima di dialogo tra religioni, culture, abitudini diverse in vista della costruzione di un mondo più umano e solidale.

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“Verso un noi sempre più grande” di p.Stefano Messina omi (incaricato JPIC del settore italiano)

Questo è il tema che papa Francesco ha scelto per la prossima giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato del 26 settembre 2021.

Come Provincia Mediterranea OMI mi ritrovo in piena sintonia con l’invito di p.Jean-Hérick Jasmin, OMI, nostro Direttore Generale JPIC, per collaborare in rete. Papa Francesco ci spinge ad abbracciare una nuova identità comune, che sia quella di un “noi” inclusivo, nel rispetto delle reciproche differenze. Come famiglia oblata ci impegniamo perciò a costruire e custodire la fraternità universale, che è un’opera progressiva che fa convergere tutte le periferie del mondo verso un unico piano di reciproca appartenenza.

OMI-JPIC General Service as Implementation of Justice and Charity: How can we work together? | OMI World

Carta di Siena (21/11/2013) – p. Stefano Messina omi

«Siena, tutto sommato, resta una realtà benestante, anche qui gli effetti della pandemia hanno colpito, ma le sue risorse e la sua capacità di reagire possono farne un punto di riferimento per realtà più difficili, nonché un modello per l’accoglienza dei migranti » . E’ con questo auspicio che il cardinale augusto Paolo Lojudice, vescovo di Siena- Colle Val d’Elsa-Montalcino, ha presentato, a fine gennaio 2021, il dossier Caritas sulla povertà nell’anno del Covid.

Questo invito rende nuovamente attuale la “Carta di Siena” (21/11/2013) che affronta l’approccio all’immigrazione tanto a partire dai primi contatti culturali, proponendo la necessità di pianificare una promozione umana e civile delle stesse unicità identitarie linguistiche, quanto ponendo senza mezzi termini l’accento sulla necessità di abolire il “reato di clandestinità” e di affrontare la questione della cittadinanza e dei diritti politici.

Immigrazione: da Siena una «Carta» per uscire dall’emergenza – YouTube

Chiesa e Istituzioni civili per una Città dell’integrazione: la Carta di Siena – Fondazione Migrantes

DIALOGO ISLAMO-CRISTIANO – p. Giancarlo Todesco omi

Parlare di giustizia e pace e promozione dei diritti fra tutti i popoli non può non includere la testimonianza e il dialogo fra le religioni, che secondo il credo di ognuna sono impegnate a raggiungere un comune fine: il rispetto del diritto alla vita, alla giustizia, alla libertà, alla fraternità, ad una società basata su sani principi e valori. Vorrei soffermarmi, in particolare, al dialogo con i musulmani avendo vissuto la maggior parte della mia vita missionaria in paesi dove la stragrande popolazione era musulmana. In Senegal i musulmani ricoprono la maggioranza della popolazione ed esattamente il 90% e come, allora, non tenerne conto del nostro impegno come testimonianza di vita? Sin dal primo giorno in cui venni a contatto con questa religione fui impressionato dal senso della presenza di Dio nella loro vita.

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50 ANNI DI VITA MISSIONARIA CON I POVERI – p. Giancarlo Todesco omi

Sono trascorsi cinquant’anni dal giorno in cui lasciai l’Italia per immergermi nell’avventura del lavoro missionario nei Paesi del Terzo Mondo. Dal giorno di questa mia scelta entrando nella Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata ho nutrito nel mio cuore il forte desiderio di dedicare tutto me stesso ai poveri come dono della mia vita a Dio, forte del carisma del mio Santo Fondatore Eugenio De Mazenod: “Mi ha mandato ad evangelizzare i poveri”.