Missione Povertà e Giustizia – (Missionari nell’oggi del mondo – Capitolo Generale 1986 )

Il fossato sempre più profondo che divide ricchi e i poveri nel mondo d’oggi è uno scandalo davanti al quale non possiamo stare indifferenti.

Nel terzo mondo vediamo largamente diffuse la miseria, la fame, la mortalità infantile, l’oppressione. Nei paesi sviluppati la brama di guadagno, la concorrenza, le tensioni producono nuovi poveri, numerosi e spesso senza voce: disoccupati, rifugiati politici, minoranze oppresse.

Ovunque nel mondo infierisce una grave forma di povertà: l’ignoranza del Vangelo e la perdita di ogni speranza religiosa.

Papa Francesco: l’abc della fratellanza di M. Michela Nicolais

Fratellanza come terapia. Come unico antidoto ad un mondo malato, e non solo di Covid. In attesa di “Fratelli tutti”, la terza enciclica di Papa Francesco che verrà firmata il 3 ottobre ad Assisi e diffusa il giorno seguente, ripercorriamo l’abc della virtù che Bergoglio raccomanda come via d’uscita dalla pandemia. E che ha fatto da sfondo alle sue ultime udienze del mercoledì, dedicate alla guarigione dalle “malattie sociali”.

FRATELLI TUTTI Una guida alla lettura di Antonio Spadaro

A otto anni dalla sua elezione, papa Francesco scrive una nuova Enciclica, che rappresenta il punto di confluenza di ampia parte del suo magistero (cfr Fratelli tutti, n. 5)[1]. La fratellanza è stata il primo tema al quale Francesco ha fatto riferimento dando inizio al suo Pontificato, quando ha chinato la testa davanti alla gente radunata in piazza San Pietro.


[1] Da qui in avanti quando ci si riferirà all’Enciclica, tra parentesi, verrà omesso il titolo e usato solo il numero di paragrafo. Cfr anche il volume Fratellanza, Roma, La Civiltà Cattolica, 2020, in www.laciviltacattolica.it/prodotto/fratellanza

LETTERA ENCICLICA FRATELLI TUTTI DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA FRATERNITÀ E L’AMICIZIA SOCIALE

1. «Fratelli tutti»,[1] scriveva San Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Tra i suoi consigli voglio evidenziarne uno, nel quale invita a un amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio. Qui egli dichiara beato colui che ama l’altro «quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui».[2] Con queste poche e semplici parole ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita.

2. Questo Santo dell’amore fraterno, della semplicità e della gioia, che mi ha ispirato a scrivere l’Enciclica Laudato si’, nuovamente mi motiva a dedicare questa nuova Enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale. Infatti San Francesco, che si sentiva fratello del sole, del mare e del vento, sapeva di essere ancora più unito a quelli che erano della sua stessa carne. Dappertutto seminò pace e camminò accanto ai poveri, agli abbandonati, ai malati, agli scartati, agli ultimi.


[1] Ammonizioni, 6, 1: FF 155.

[2] Ibid., 25: FF 175.

IV GIORNATA MONDIALE DEI POVERI Domenica XXXIII del Tempo Ordinario – 15 novembre 2020

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

“Tendi la tua mano al povero” (cfr Sir 7,32)

“Tendi la tua mano al povero” (cfr Sir 7,32). La sapienza antica ha posto queste
parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la
loro carica di significato per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo
sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre
volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di
queste possiamo incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere presente nei
suoi fratelli più deboli (cfr Mt 25,40).

Messaggio per la LIV Giornata Mondiale della Pace – 1 gennaio 2021

Papa Francesco

LA CULTURA DELLA CURA COME PERCORSO DI PACE

1. Alle soglie del nuovo anno, desidero porgere i miei più rispettosi saluti ai Capi di Stato e di Governo, ai responsabili delle Organizzazioni internazionali, ai leader spirituali e ai fedeli delle varie religioni, agli uomini e alle donne di buona volontà. A tutti rivolgo i miei migliori auguri, affinché quest’anno possa far progredire l’umanità sulla via della fraternità, della giustizia e della pace fra le persone, le comunità, i popoli e gli Stati.

Videomessaggio in occasione della 75.ma Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 25 settembre 2020

Papa Francesco

Signor Presidente,

La pace sia con voi!

Saluto cordialmente lei, signor presidente, e tutte le delegazioni che partecipano a questa significativa settantacinquesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In particolare, estendo i miei saluti al segretario generale, il signor António Guterres, ai Capi di Stato e di Governo partecipanti, e a tutti coloro che stanno seguendo il dibattito generale.

Il settantacinquesimo anniversario dell’ONU è un’occasione per ribadire il desiderio della Santa Sede che questa organizzazione sia un vero segno e strumento di unità tra gli Stati e di servizio all’intera famiglia umana.

Nessuno si salva da solo. Pace e Fraternità: Incontro internazionale di Preghiera per la Pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio 20 ottobre 2020

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
DURANTE LA PREGHIERA DEI CRISTIANI

Basilica di Santa Maria in Aracoeli

È un dono pregare insieme. Ringrazio e saluto con affetto tutti voi, in particolare Sua Santità il Patriarca Ecumenico, il mio fratello Bartolomeo e il caro Vescovo Heinrich, Presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania. Purtroppo, il Reverendissimo Arcivescovo di Canterbury Justin non è potuto venire a causa della pandemia.

Il brano della Passione del Signore che abbiamo ascoltato si situa appena prima della morte di Gesù e parla della tentazione che si abbatte su di Lui, stremato sulla croce. Mentre vive il momento più alto del dolore e dell’amore, molti, senza pietà, scagliano contro di Lui un ritornello: «Salva te stesso!» (Mc 15,30). È una tentazione cruciale, che insidia tutti, anche noi cristiani: è la tentazione di pensare solo a salvaguardare sé stessi o il proprio gruppo, di avere in testa soltanto i propri problemi e i propri interessi, mentre tutto il resto non conta. È un istinto molto umano, ma cattivo, ed è l’ultima sfida al Dio crocifisso.