Lettera del Santo Padre sull’Europa

Si pubblica di seguito la lettera che il Santo Padre ha indirizzato all’Em.mo Segretario di Stato in occasione del 40° anniversario della Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea (COMECE), del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e l’Unione Europea e del 50° anniversario della presenza della Santa Sede come Osservatore Permanente al Consiglio d’Europa.

In concomitanza con tali ricorrenze, era in programma, nei giorni 28-30 ottobre, una visita del Card. Parolin a Bruxelles, che è stata cancellata a causa dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria. Si prevede che gli incontri con le Autorità dell’Unione Europea e con i membri della COMECE possano svolgersi in video-collegamento.

Vaccino per tutti. 20 punti per un mondo più giusto e sano

Vaccino per tutti. 20 punti per un mondo più giusto e sano
Commissione Vaticana Covid-19in collaborazione
con la Pontificia Accademia per la Vita

La presente Nota è composta da tre parti:

A. Contesto

B. Circa i Vaccini

C. Linee Guida per la Commissione Vaticana Covid-19

A. Contesto

Il Covid-19 sta intensificando una triplice minaccia di crisi simultanee ed interconnesse a livello sanitario, economico ed ecologico-sociale, con gravi ripercussioni sui più poveri e vulnerabili. Mentre ci muoviamo verso una ripresa giusta, dobbiamo assicurarci che le cure immediate per le crisi diventino passi fondamentali per una società più giusta, con sistemi inclusivi e integrati. Intraprendere le azioni immediatamente necessarie per rispondere alla pandemia, avendo in mente anche i suoi effetti sul lungo periodo, è importante perché possa aver luogo una “guarigione” globale e rigenerativa. Se infatti le risposte si limiteranno unicamente al piano organizzativo e gestionale, senza riesaminare quelle premesse che ci hanno condotto alle attuali difficoltà, rendendoci tutti disponibili a una vera e propria conversione, non avremo quelle trasformazioni della società e del mondo di cui abbiamo assoluta necessità (cfr Fratelli Tutti, 7). I diversi interventi della Commissione Vaticana Covid-19 (“Commissione”), creata da Papa Francesco come risposta qualificata e rapida alla pandemia, e anche la presente Nota che affronta in modo specifico il tema dei vaccini anti-Covid-19, si ispirano a questa logica.

DIZIONARIO DEI VALORI OBLATI

La GIUSTIZIA

Dal momento in cui la Chiesa ha iniziato a prendere in considerazione il ministero per la giustizia come essenziale ai fini dell’evangelizzazione, la giustizia è divenuta, in modo sempre più evidente, una virtù Oblata. La preoccupazione per la sorte dei poveri ha sempre caratterizzato la vita degli Oblati, così come la preoccupazione per i diritti della Chiesa; ma, più di recente, si è iniziato a riconoscere che la povertà poteva essere dovuta, tra le altre cose, a varie forme di ingiustizia. L’evangelizzazione ha quindi anche assunto l’aspetto di un aiuto dato a coloro che lottano contro l’ingiustizia. È a partire da questo momento che la giustizia sociale è parte integrante della spiritualità Oblata.

Autore

Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

Con il Concilio Vaticano II si apre un cammino nuovo per la Dottrina Sociale della Chiesa. Papa S. Paolo VI istituì, con un Motu Proprio, pubblicato il 6 Gennaio 1967, la Pontificia Commissione Justitia et Pax.

Come frutto del Concilio Vaticano II, S. Paolo VI dà il via ad una nuova socialità che coinvolge tutti: “Il Pontificio Consiglio intrattiene rapporti con tutte le istituzioni o movimenti internazionali nella Chiesa (Ordini e Congregazioni religiosi, Organizzazioni internazionali cattoliche) che, in comunione con gli episcopati, aiutano i cristiani a rendere testimonianza della loro fede anche nel loro agire sociale.”

Come stabilito dal Motu Proprio “Humanam Progressionem” del Santo Padre Papa Francesco, 

dal 1 gennaio 2017

le competenze del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sono passate al 

DICASTERO PER IL SERVIZIO DELLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE

IL NUOVO SITO WEB del Dicastero è:

www.humandevelopment.va

LA SEZIONE MIGRANTI E RIFUGIATI A SERVIZIO DELLE CHIESE LOCALI

Una Sezione del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (DSSUI) si occupa
specificamente di quanto concerne i profughi e migranti. Questa sezione è posta ad tempus
sotto la guida del Sommo Pontefice che la esercita nei modi che ritiene opportuni (Statuti,
Art. 1, §4).
Il Santo Padre, nel Suo esercizio di guida della Sezione del DSSUI, che si occupa
specificamente di quanto concerne i profughi e migranti (Cfr. Statuto, Art. 1, § 4), ha
nominato Sotto-Segretari del suddetto nuovo Dicastero il Rev.do Padre Michael Czerny, S.J.
ed il Rev.do P. Fabio Baggio, C.S..

DICASTERO per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (DSSUI)

La Chiesa e la Santa Sede indicano le linee guida sul pensiero di JPIC nello Statuto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale voluto da Papa FRANCESCO che nei primi paragrafi dell’articolo 1 dice che: “§1. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale assume la sollecitudine della Santa Sede per quanto riguarda la giustizia e la pace, incluse le questioni relative alle migrazioni, la salute, le opere di carità e la cura del creato.” e che “§2. Il Dicastero promuove lo sviluppo umano integrale alla luce del Vangelo e nel solco della dottrina sociale della Chiesa. A tal fine, esso intrattiene relazioni con le Conferenze Episcopali, offrendo la sua collaborazione affinché siano promossi i valori concernenti la giustizia, la pace, nonché la cura del creato.”

http://www.humandevelopment.va/it/il-dicastero/statuto.html