Eugenio “rifugiato” a Palermo e il suo incontro con i poveri – di Vincenzo David

S. Eugenio de Mazenod visse a Palermo dal 6 gennaio 1799 all’11 ottobre 1802, durante il suo esilio dalla Francia. In questa città sperimenta il contrasto tra la vita vissuta nel mondo dell’alta società palermitana e la povertà dilagante nella maggior parte della popolazione che non lo lascia indifferente o distaccato. Comprende il grido e le necessità dei poveri che lo segneranno negli anni successivi, suscitando un apostolato incentrato sulla missione ai poveri ed agli ultimi della società.

PAROLE PER IL DECENNIO – «Ecologia, la sfida è vincere l’apatia» – di LORENZO FAZZINI (Avvenire 23/02/2021)

L’emergenza climatica da affrontare subito. Una ‘conversione ecologica’ che, come avvenuto per Francesco, l’intera Chiesa deve attuare. E attenzione al greenwashing che tanti brand stanno facendo. Tomás Insua, argentino, ex manager di Google, dirige il Movimento cattolico mondiale per il clima. Con lui, in questo percorso sulle parole-chiave del decennio, diamo uno sguardo al tema ‘ecologia’.

Perchè è trascorso così tanto tempo prima che la questione ecologica diventasse un tema di interesse globale? Il pianeta è in pericolo ormai da diversi decenni, ma sembra che solo negli ultimi anni l’opinione pubblica abbia universalmente preso coscienza del problema. Perché?

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3. La quaresima predicata ai poveri, suoi “rispettabili fratelli” nella chiesa della Maddalena, in lingua provenzale – da LA SANTIFICAZIONE DEL CLERO E L’EVANGELIZZAZIONE DEI POVERI – di JEAN LEFLON

Dopo qualche mese di raccoglimento e di lavoro Eugenio comincia la sua predicazione ad Aix. Possiamo immaginare con quale curiosità le persone del suo mondo attendessero la sua predicazione. Tutti pensavano che il figlio del Presidente della Corte degli Aiuti di Provenza facesse il suo debutto in una delle sedi più prestigiose della città, elevandosi ad un genere di eloquenza adeguato al suo uditorio. Alla notizia che il giovane sacerdote avrebbe predicato, durante la quaresima, ogni mattina alle sei del mattino, nella chiesa della Maddalena, con istruzioni familiari e in provenzale, per gli artigiani, i domestici e i poveri, l’alta società non nascose la sua sorpresa e la sua disapprovazione o, meglio, la sua indignazione. Catechizzare le classi inferiori e catechizzarle in “patois” era una situazione riprovevole per un prete gentiluomo! Ma per Eugenio i valori erano ben diversi. Al suo ritorno in Francia egli, semplice laico, era stato colpito dall’abbandono dei poveri del popolo. La maggior parte di essi non frequentava più la chiesa e coloro che frequentavano gli uffici non avevano giovamento dei sermoni classici poco adatti al loro livello culturale, alla loro mentalità e al loro genere di vita. Nasceva così una profonda ignoranza religiosa, che favoriva la de-cristianizzazione. Una tale situazione esige un rimedio. Si imponeva l’Evangelizzare pauperibus senza alcuna preoccupazione di eloquenza né di successo mondano Eugenio si rivolgeva a questi diseredati con un linguaggio diretto per sottolineare loro il messaggio di Gesù Cristo.

COMMENTO ALLA ESORTAZIONE APOSTOLICA DI PAPA FRANCESCO “QUERIDA AMAZONIA” – di Antonio Spadaro (La Civiltà Cattolica 12/02/2020)

Splendore, dramma, mistero: sono le tre parole con le quali papa Francesco offre al popolo di Dio e a tutte le persone di buona volontà Querida Amazonia (Amata Amazzonia), la sua Esortazione apostolica post-sinodale relativa al Sinodo speciale per l’Amazzonia che si è svolto a Roma dal 6 al 27 ottobre 20191.

Celebrando l’evento nel cuore della cattolicità, a Roma, la Chiesa si è messa in ricerca della profezia, spostando il proprio baricentro dall’area euro-atlantica e puntando direttamente verso una terra dove si stanno concentrando gigantesche contraddizioni di carattere politico, economico ed ecologico.

Francesco è alla ricerca di soluzioni che considerino i diritti dei popoli originari, che difendano la ricchezza culturale e la bellezza naturale della terra. E cerca di sostenere le comunità cristiane con soluzioni pastorali idonee. A questo riguardo il motore interno dell’Esortazione – lo anticipiamo subito – è nel decimo paragrafo del quarto capitolo, che ha per titolo «Ampliare orizzonti al di là dei conflitti». Considerando la complessità delle questioni, il Papa chiede di andare al di là delle contraddizioni. Quando ci sono polarità e conflitto bisogna trovare soluzioni nuove, uscire dall’impasse cercando altre vie migliori, forse non immaginate prima. Ma questo trascendere la dialettica è pure uno dei criteri fondamentali dell’azione del Pontefice. È bene sempre tenerlo a mente.

1 Cfr A. Spadaro, «Il Sinodo per l’Amazzonia. Un affresco per la “casa comune”», in Civ. Catt. 2019 IV 209-219.

“Querida Amazonia”: Esortazione Apostolica post-sinodale al popolo di Dio e a tutte le persone di buona volontà (2 febbraio 2020) | Francesco (vatican.va)

ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE -QUERIDA AMAZONIA – DEL SANTO PADRE FRANCESCO (02/02/2020)

AL POPOLO DI DIO E A TUTTE LE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ

1. L’amata Amazzonia si mostra di fronte al mondo con tutto il suo splendore, il suo dramma, il suo mistero. Dio ci ha donato la grazia di averla presente in maniera speciale nel Sinodo che ha avuto luogo a Roma tra il 6 e il 27 ottobre e che si è concluso con un testo intitolato Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale.

“Querida Amazonia”: Esortazione Apostolica post-sinodale al popolo di Dio e a tutte le persone di buona volontà (2 febbraio 2020) | Francesco (vatican.va)


L’Amazzonia, luogo teologico – Sogno di un pianeta vivibile – di LUCIA CAPUZZI (Avvenire 12/02/2021)

Il cuore di Querida Amazonia è custodito nel paragrafo 57 dell’Esortazione. Un brano passepartout tra il “sogno ecologico”, di cui fa parte, e il “sogno ecclesiale” che da lì a poco papa Francesco illustrerà al lettore nelle pagine successive. «Noi credenti troviamo nell’Amazzonia un luogo teologico, uno spazio dove Dio stesso si manifesta e chiama i suoi figli», scrive il Pontefice. L’Amazzonia è uno dei luoghi nevralgici, fisici e sociali, «in» e «da» cui il Signore, in questo tempo, parla. A tutti, non solo ai popoli della foresta. Ne è convinto padre Adelson Araujo dos Santos, teologo e docente di spiritualità alla Pontificia Università Gregoriana che così – Amazônia, um lugar teológico – ha scelto di intitolare il libro-commento sul documento.

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Papa Francesco: la fratellanza nuova frontiera dell’umanità – Religioni per la pace – di MIMMO MUOLO (Avvenire 05/02/2021)

RELIGIONI PER LA PACE

Papa Francesco: la fratellanza nuova frontiera dell’umanità

MIMMO MUOLO

Roma

C’è un giardino ad Abu Dhabi dove lo scorso anno i giovani hanno appeso alle fronde degli alberi i loro pensieri di pace, scritti su centinaia di foglietti. Ieri, idealmente, anche il Papa e il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, hanno aggiunto i loro. Per ribadire di fronte al mondo – come ha sottolineato Francesco – che «la fratellanza è la nuova frontiera dell’umanità ». Che si è «o fratelli o nemici». Altrimenti «crolla tutto e ci distruggiamo a vicenda». E noi, ha aggiunto il Pontefice, «siamo fratelli, nati da uno stesso Padre. Con culture, tradizioni diverse, ma tutti fratelli. E nel rispetto delle nostre culture e tradizioni diverse, delle nostre cittadinanze diverse, bisogna costruire questa fratellanza». Messaggio di pace che oltre tutto giunge mentre si prepara il viaggio in Iraq a maggioranza islamica.

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Abu Dhabi firma del Documento sulla fratellanza umana – di Luca Geronico (Avvenire 04/02/2021)

IL SEGNO

Ad Abu Dhabi un nuovo inizio

Due anni fa la firma del Documento sulla fratellanza umana da parte del Papa e del grande imam di al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. L’islamologo Branca: «Ricorda che siamo tutti immagine del Creatore»

LUCA GERONICO

Due anni fa esatti la firma del Documento sulla fratellanza umana di Abu Dhabi, poco più di 800 anni fa san Francesco di Assisi incontrava il sultano Malik al-Kamil. Due anniversari come incastonati l’uno sull’altro, nel rapporto religioso tra Oriente e Occidente.

Paolo Branca, docente di letteratura araba all’Università Cattolica di Milano, la visita di san Francesco fu un primo, forse mitico, inizio del dialogo islamo-cristiano. La firma di papa Bergoglio e del grande imam al Tayyeb ad Abu Dhabi, ora suggellato dalla Fratelli tutti, rappresenta un nuovo inizio di questo dialogo?

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